Il traduttore 2.0 made in Sicily

ludwig-team3-01-1-1«I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo»: parola del pensatore Ludwig Wittgenstein, che ha spinto la visione della comunicazione postmoderna, rivoluzionando il sistema di relazione delle parole. Proprio dall’importanza della linguistica come processo circolare – in cui esistono una molteplicità di interpretazioni – nasce uno dei progetti più interessanti dell’ecosistema startup degli ultimi tempi: l’interprete digitale semantico made in Sicily. “Ludwig” 2.0 consente infatti la traduzione di un’idea e non di un semplice meccanismo lineare: ciò che mancava nei “traslate” più tradizionali e che tre giovani ragazzi hanno pensato di implementare grazie a un progetto di ultima generazione. Un traduttore che mira a rivoluzionare le dinamiche di scrittura in lingua inglese e che nasce da un’esigenza reale, sperimentata sul campo, toccata con mano nella vita di tutti i giorni. Antonio Rotolo è un archeologo palermitano di 33 anni, che ha trascorso la sua vita con la valigia in mano per approdare nel mondo della ricerca universitaria, prima in Spagna, poi in America, infine in Germania. Un’idea che nasce proprio tra i corridoi del MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston, tra una publishing e l’altro, nell’intento di competere sul mercato internazionale dovendo scrivere pagine e pagine in una lingua che non è la sua: «Nonostante i mie 25 anni di studi inglesi – racconta – ero consapevole della differenza tra me e un nativo, soprattutto nella stesura di lavori accademici. Si calcola che chi scrive in inglese impieghi 4 volte di più di un madrelingua per esprimere un concetto correttamente e quasi sempre con risultati peggiori». Un gap difficile da colmare soprattutto quando devi scrivere un trattato di storia medievale, così come la presentazione di un pitch: condizione che accomuna ormai tantissimi giovani globertrotter in arrampicata verso la carriera. In Italia Antonio ha due amici che, come lui, girano il mondo da tempo per conquistare quei riconoscimenti che nel nostro Paese sono purtroppo difficili da ottenere: si chiamano Roberta Pellegrino (cognitivista, specializzata in meccanismi decisionali e business, dottoranda in Management in Sicilia, oggi in trasferta a Wharton) e Federico Papa, dottore in public management con esperienza di ricerca in Norvegia ed esperto in diritto d’autore. Accomunati dallo stesso problema, decidono insieme di dare forma&vita a questo strumento di lavoro, che oggi viene utilizzato da migliaia di utenti provenienti da 180 paesi differenti. Questo sistema di supporto alla scrittura – l’algoritmo proprietario è stato battezzato dai fondatori “Sentence Rank” – oggi ha il quartier generale a Palermo e viene gestito da un team di sette persone under35, che ingloba anche ingegneri informatici, designer e communication manager, reclutati tramite contatti universitari o passaparola. Un’avventura che trova una forte spinta con la vittoria della call di TIM #WCap Catania nel 2014, che accelera la startup con 25mila euro. «Ludwig è un gigantesco dizionario interattivo che fornisce traduzioni contestualizzate, con un mercato potenziale di 650 milioni di persone – continua il cofondatore del progetto – capisce cosa intende dire l’utente senza restituire la classica traduzione letterale di Google».

ludwig-crewUn motore di ricerca specializzato che abbandona la logica del copia&incolla&traduci, «analizza la frase scritta in inglese e la corregge proponendo abstract che trova nell’infinito database di testi autorevoli presenti online. Attraverso Ludwig, infatti, l’utente si trova davanti una serie di esempi di frasi e modi di dire recuperati da articoli di testate autorevoli come il New York Times, saggi settoriali come riviste e testi scientifici, giuridici, economici e diverse altre fonti madrelingua». Un motore di ricerca linguistico che non tiene conto solo delle regole grammaticali, ma soprattutto dell’uso della lingua, non sostituendosi all’utente, ma offrendogli gli strumenti per farlo in maniera indipendente ed efficace. Oggi il sito è disponibile in una versione gratuita, Antonio spiega che il team sta lavorando per sviluppare feature a pagamento, come la possibilità di conservare le frasi più usate in un archivio, come in una playlist di Spotify, e uno spazio per caricare i propri documenti: «Stiamo studiando diversi modelli di monetizzazione e lavorando per far crescere gli utenti sulla piattaforma. Il nostro obiettivo è di migliorare senza perdere di vista la mission: dare a tutti la possibilità di scrivere in inglese in piena autonomia».

Assia La Rosa

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