Acqua e salute, da Catania il Biotappo contro i veleni

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img_0609Un ricercatore in divisa ha brevettato un dispositivo che potrebbe letteralmente rivoluzionare il settore del beverage, a garanzia dei consumatori oggi sempre più attenti a preservare la salute. Lui si chiama Cristian Fioriglio, ed è un biologo catanese che opera nell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Catania, alle dipendenze della polizia di Stato. Un know-how appreso con anni di esperienza sul campo, attraverso l’attività di controllo territoriale per la prevenzione e la repressione dei reati in materia di sicurezza alimentare, che lo ha sempre spinto a indagare, analizzare, verificare la presenza di quei “veleni” che oggi mettono a repentaglio la salute dei consumatori. È bastata una bottiglia in PET dimenticata in auto nei mesi caldi, per sentire quell’odore di plastica che rivelava la presenza di sostanze nocive e fargli scattare l’intuizione. Episodi che capitano a tutti noi e che si mimetizzano dopo aver riposto nuovamente le bottiglie in frigo, riportandole a temperatura e facendo rientrare l’allarme. Ma il poliziotto non ci sta, e dopo aver letto uno studio dell’University of Cincinnati sulle quantità di Bisfenolo A presenti nei policarbonati (ovvero nelle plastiche alimentari), inizia un percorso – durato anni – di studi, monitoraggio, testing sulle bottiglie della grande e piccola distribuzione. “I packaging in plastica o allumino – spiega Fioriglio – se esposti a fonti di calore possono rilasciare sostanze potenzialmente tossiche: in particolar modo è stato dimostrato che la contaminazione delle bevande dipende maggiormente dalla temperatura del cibo, che dal grado di usura del contenitore”.

storiabottiglia-51fb6a73adb10Segnali di fumo lanciati da diverse comunità scientifiche che hanno dimostrato come l’introduzione di acqua bollente in bottiglie di plastica, vecchie e nuove, aumenta di circa 55 volte il rilascio di un composto organico in grado di imitare il comportamento di alcuni estrogeni (i principali ormoni sessuali femminili). Nasce da queste, e da molte altre considerazioni tecniche e scientifiche, il “Biotappo“, ovvero un dispositivo (il cui brevetto è stato già depositato al ministero dello Sviluppo Economico) che è in grado di rilevare e di comunicare all’utente – cambiando colore – la presenza di sostanze inquinanti. “Si tratta di un semplice tappo da apporre alle bottiglie – continua il ricercatore – che permette di acquistare un alimento salubre o di verificarne la pericolosità. Per far questo, attraverso la collaborazione con un’azienda del Nord, ho creato una vernice cangiante che, a una certa temperatura critica – registrata e attestata durante i campionamenti effettuati -subisce modifiche irreversibili dal rosa al viola. Quella stessa temperatura che si potrebbe raggiungere durante il trasporto, lo stoccaggio o la conservazione delle merci, se non effettuati in maniera corretta”.

Un espediente che non lascerebbe scampo alla cattiva gestione della filiera, dalla produzione alla distribuzione. “Il Bisfenolo A, largamente presente nelle bottiglie riciclabili, nel rivestimento delle lattine in alluminio e nei tubi dell’acqua – continua – si comporta nell’organismo come un estrogeno, inducendo reazioni spesso inaspettate nel sistema endocrino”. Fioriglio ha simulato l’effetto prodotto, analizzando differenti acque minerali in commercio e valutando anche la capacità di cessione del PET seguendo le linee guida stabilite dal Regolamento europeo 10/2011. Da ogni bottiglia è stato prelevato un campione di uguale dimensione, peso e spessore: “I campioni prima riscaldati con una stufa, sono stati successivamente incubati a 40, 50 e 75 gradi. Dopo alcuni giorni i campioni sono stati di nuovo pesati e analizzati al durometro per verificarne lo spessore. L’esposizione per molti giorni a temperature elevate ha comportato la riduzione del peso e l’assottigliamento del PET, indicando la capacità delle elevate temperature di modificare la struttura del polimero”. Inoltre mettendo tali campioni in immersione con una miscela idroalcolica in queste condizioni di stress termico, tutti i campioni hanno dimostrato di assorbire una percentuale di tale miscela. “Pertanto – conclude il trentacinquenne – considerando che una plastica se ha la capacità di assorbire avrà anche quella di cedere, tale risultato ricavato ha rafforzato i valori riportati dai ricercatori americani sulla possibilità di un ingente rilascio di sostanze indesiderate” . E nonostante le etichette evidenzino la dicitura “conservare in luoghi al riparo da fonti di calore”, il Biotappo potrebbe rappresentare davvero la nuova sentinella della salute. In un’epoca dove occorre difendersi, quotidianamente, dagli attacchi del profitto che spesso divora il buonsenso.

Assia La Rosa

 

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