Ice-Cube, l’impresa da “brivido”

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foto deMartino-Lipocelli
Simone De Martino e Leopoldo Lipocelli

Sono i principi del ghiaccio, e in Sicilia hanno fatto un vero e proprio incantesimo: trasformare uno stabilimento di Termini Imerese in una fabbrica innovativa, dove tra macchinari di ultima generazione e risorse specializzate, si confezionano cubetti in busta distribuiti nei supermarket di tutto il territorio nazionale (e non solo). I romani quarantenni Leopoldo Lipocelli e Simone De Martino (d’adozione palermitana) sono gli startupper di Ice Cube: il loro regno è un capannone di 1400 mq dove l’acqua oligominerale proveniente dalle sorgenti del gruppo montuoso delle Madonie, si trasforma, si solidifica e prende corpo, per entrare nel mercato della grande distribuzione e contribuire a innalzare il livello di sicurezza alimentare. Oltre 3 milioni di chili di ghiaccio alimentare confezionato prodotto nel 2015 (con un incremento di vendite medio del 40% solo nell’ultimo anno) e partnership prestigiose, come quella di Aperol Spritz Campari, hanno trasformato Ice cube in un vero e proprio esempio di azienda virtuosa: “Conoscevo già il territorio siciliano, avendo lavorato in passato per il settore del turismo e della ristorazione – racconta Simone – un’esperienza che è diventata voglia di investire e di puntare sulle risorse dell’Isola, grazie anche agli incentivi sull’imprenditorialità giovanile e sulla riqualificazione del territorio”.

09Nascono così nel 2010 i nevaroli contemporanei che, proprio dalla tradizione, hanno ereditato la passione per la natura, per l’ambiente, e quella voglia di conquista che spinge verso nuovi orizzonti: “Una volta in Sicilia c’erano gli uomini delle neviere che conservavano la neve dei Nebrodi e delle Madonie fino ad agosto; la trattavano per farla diventare ghiaccio e con un accurato metodo di conservazione la commercializzavano per granite, usi alimentari di vario genere e medici, ed infine la esportavano su barche a vela lungo tutto il Mediterraneo”. Oggi ci sono loro, che con la tecnologia americana “Tube-ice” hanno efficienze produttive del 99% superiori ai normali fabbricatori di ghiaccio, con un risparmio di risorse energetiche e idriche e con un sistema di asciugatura (drying belt) che evita il saldarsi dei cubetti imbustati e l’annacquamento delle bevande. “La fonte di Scillato è una delle più antiche d’Italia – continua De Martino – gli antichi Greci davano a quest’acque proprietà divine e purificatrici per lo spirito e per il corpo: tali sorgenti oltre ad essere microbiologicamente pure, sono caratterizzate da un basso contenuto di minerali e di alcalinità grazie al percorso unico che queste acque fanno nel sottosuolo, attraversando particolari rocce basaltiche a basso tenore di silicio. Questo fa sì che il ghiaccio proveniente da quest’acque sia ancora più puro e povero di minerali, e quando inizia il suo processo di fusione all’interno della bevanda, le proprietà organolettiche di quest’ultima non vengono alterate e non c’è rilascio di alcuna sostanza corruttrice nella bevanda, qualunque essa sia: acqua minerale, tè freddo, whisky o rum pregiato”.

'''Un mercato di nicchia, che ha consentito ai due imprenditori di diventare leader in pochissimo tempo (da Metro Cash&Carry Italia è stato il prodotto surgelato più venduto) e di conquistare anche l’estero (Francia e Spagna) grazie alla qualità e al risparmio (Ice cube è ghiaccio ad alto rendimento: 1 kg è sufficiente per 10 cocktail). Il tutto, in un’ottica di grande attenzione per la salute e l’igiene alimentare, dove il prodotto “ghiaccio” non gode certo di grande reputazione: “Siamo stati promotori di una guida redatta dal ministero della Salute (che presenteremo in Sicilia a marzo) – sottolinea De Martino – in collaborazione con NFI, Nutrition Foundation of Italy, per una corretta prassi operativa per la produzione del ghiaccio alimentare: un vademecum unico nel suo genere, in Italia e in Europa, dedicato all’approfondimento sulla sicurezza alimentare in un settore dove c’è ancora poca consapevolezza”.

Assia La Rosa

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