Le frontiere intelligenti: anche dietro l’e-gate c’è un catanese

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Nicola Puglisi
Nicola Puglisi

Creare nuovi modelli di business, puntando sull’innovazione attraverso infrastrutture di ultima generazione che automatizzano processi, ottimizzano sistemi, razionalizzano risorse: questo e molto altro racchiude il mondo dell’IT (information technology), che oggi più che mai spinge alla competitività e alla valorizzazione strategica degli investimenti. Tra i manager che direzionano il futuro attraverso le tecnologie, c’è anche un ingegnere catanese di 42 anni, che ha scalato i vertici delle aziende pronte a rivoluzionare il nostro modo di vivere con soluzioni applicative e servizi futuristici. Quelli che hanno letteralmente cambiato l’approccio alle cose e alle persone, in linea con le regole della globalizzazione e dell’interconnessione.

Nicola Puglisi si è laureato in ingegneria elettronica sotto il Vulcano e poi con le valigie di cartone ha affrontato la capitale: “All’inizio è stata una semplice scelta di cuore – racconta – che mi ha aperto strade professionali e avventure manageriali”. Così, con un contratto di formazione, approda tra gli uffici degli analisti della multinazionale Accenture (colosso mondiale di servizi e consulenza aziendale): “Sono partito ricoprendo uno dei livelli più bassi, ottenendo sul campo promozioni e nuove responsabilità”. Passo dopo passo, progetto dopo progetto, fino a ricoprire – con una falcata – il ruolo di dirigente a soli 35 anni, balzando dalla struttura tecnica a quella commerciale, per seguire il cliente più prestigioso: la pubblica amministrazione centrale.

In un mercato dove i cacciatori di teste sorvegliano e intercettano eccellenze e risorse da cooptare, ecco che Nicola ritrova in men che non si dica sulla sua scrivania l’offerta di Ntt Data, gigante giapponese focalizzato sui processi d’informatizzazione, che tra le ultime attività vanta la digitalizzazione della biblioteca apostolica vaticana: “Nel 2012 arriva un’altra opportunità”, che catapulta Puglisi nel mondo dei ministeri e delle forze di polizia, con l’obiettivo di migliorare e potenziare i programmi di sviluppo al servizio del cittadino: dall’informatizzazione del casellario giudiziario alla gestione dei processi documentali del Comando generale dell’Arma dei Carabinieri e della Corte dei Conti. E arriviamo fino ai giorni nostri, per parlare di una sfida che proprio in queste ore prende corpo a Malpensa, lì tra i varchi dell’area della Polizia di Frontiera del Terminal T1: “Si chiama e-gate – sottolinea l’ingegnere – ed è un progetto pilota di varchi automatici per l’attraversamento delle frontiere esterne, bandito nel 2013 dal ministero dell’Interno-dipartimento di Pubblica Sicurezza. L’aumento costante del traffico passeggeri, unito al grado di maturità crescente delle tecnologie dei documenti elettronici, ha portato diverse realtà internazionali, quali società di gestione portuale e aeroportuale, ad adottare soluzioni automatiche in grado di garantire l’ottimizzazione dei tempi di transito e la razionalizzazione delle risorse”. Nella fase di testing  – della durata di cinque mesi – il raggruppamento temporaneo d’imprese che vede protagonista insieme alla Ntt data (capogruppo) anche la società spagnola Indra, prevede l’utilizzo operativo di tre soluzioni diverse di accessi ingegnerizzati che, verificata l’identità del viaggiatore per mezzo del riscontro biometrico (con l’utilizzo di tre differenti algoritmi per il riconoscimento facciale) e verificata la posizione del documento comunitario in modalità sicura nei database specifici, consentiranno l’ingresso dell’utente nell’area Schengen: “L’architettura prevede inoltre – spiega Nicola, senior manager – la supervisione remota da parte di una guardia di frontiera che controllerà più varchi contemporaneamente per mezzo di una consolle dedicata”.

E c’è anche la storia nella storia, perché a progettare il layout e l’allestimento dei varchi, c’è un altro quarantenne catanese, Fabrizio Russo, architetto doc che ha contribuito alla progettazione: “Io e Nicola eravamo compagni di classe al Galileo Galilei – racconta Russo – e ci siamo ritrovati, dopo anni, a partecipare insieme alla gara (StudioFra si è occupato del design, degli allestimenti edili e impiantistici e della direzione lavori, con la collaborazione dell’arch. Mirko Garufi) e lavorare fianco a fianco per questo progetto che potrebbe avere molteplici evoluzioni e grandi vantaggi per i flussi di transito, considerato anche il trend in crescita degli spostamenti da un Paese all’altro”. L’e-gate sarà anche un efficace strumento in vista dell’Expo: “Al termine della user esperience – conclude l’ing. Puglisi – solo dopo aver raccolto i feedback da parte dei passeggeri, verrà valutato l’impiego delle frontiere cosiddette intelligenti”.

Piccole grandi prove che regolano i rapporti di forza tra elettronica, informatica e telecomunicazioni, dando vita a un mutamento sociale e culturale che si rinnova alla velocità di un’idea volta alla gestione più efficiente della contemporaneità.

Assia La Rosa

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