Personal branding canvas: a lezione d’immagine

Luigi Centenaro
Luigi Centenaro

Identità digitale nell’era dei social network, strategie e riflessi d’immagine per promuovere e promuoversi attraverso la rete. Se la parola d’ordine del nuovo millennio è “comunicare”, non tutti fanno (o sanno fare) della reputazione online un efficace strumento professionale. Sbirciare il profilo del collega 2.0, googlare nome e cognome della persona incrociata; scavare nel passato e fotografare il presente di internauti che seminano informazioni online: la facilità d’accesso alle informazioni ha letteralmente rivoluzionato il modo di gestire i rapporti e le relazioni, virtuali o reali che siano. Nessuno infatti può esimersi dal curare, aggiornare, coltivare e gestire il proprio profilo: anche chi non è cresciuto a pane&marketing comprende oggi l’importanza di avere un “account” in linea con le regole dettate dalla modernità. Perché il tuo vero curriculum è la prima pagina dei motori di ricerca, quella che racconta la tua storia “contemporanea” e che prescinde dai titoli accademici e dalle competenze collezionate all’università.
Che le aziende ormai utilizzino e controllino le informazioni sul web poi, è un dato di fatto, così come è ormai innegabile la curiosità che spinge i cacciatori di teste a frugare tra i cassetti dove sono riposte la privacy e le più sensibili delle informazioni.
Assodato lo scenario di riferimento, ecco che sbucano dai meandri del cybermondo i professionisti della self-reputation. Una delle frontiere più innovative del posizionamento individuale è rappresentata dal “Personal Branding Canvas“,  metodo sperimentato e sviluppato da Luigi Centenaro, esperto di reputazione digitale e co-autore di un volume che ha spopolato su Amazon.it (Personal branding). Il docente che insegna allo Iulm e in diversi master che plasmano i nativi digitali, ha fatto tappa anche a Catania (al WCap) per fare lezione di immagine “on the web” a manager, creativi e semplici fruitori di contenuti multimediali. “Uno dei problemi del nostro Paese – spiega nella pagina di benvenuto del suo blog – è che le persone peggiori sono le più visibili. Per questo lavoro ogni giorno mettendo in evidenza le tante persone straordinarie che lo abitano”.

Reputazione online e nuovi strumenti
Reputazione online e nuovi strumenti

L’appuntamento gratuito – organizzato da ADD Design/Diecicose.it – ha riscosso grande successo, a testimonianza della necessità di conoscere e migliorare il punto di vista che la rete si è fatta sul nostro conto. Chi lavora al pc non può permettersi di essere sprovveduto: “Occorre diventare convincenti con i propri clienti – ha spiegato Centenaro – rendere visibile il proprio valore; non vendersi ma, al contrario, farsi comprare; avere chiari gli obiettivi da raggiungere e la strategia da mettere in campo”. Il percorso a nove blocchi, delineato dall’esperto, è valido non solo per chi lavora sulle piattaforme social, ma anche per chi fa l’artigiano o per chi vuole farsi notare nel mondo della musica.
“L’obiettivo è attrarre più opportunità congruenti rispetto a quello che sappiamo fare meglio – sottolinea Centenaro – la strategia di Branding costituisce le fondamenta di ogni buona azione di comunicazione. Ad esempio, se tu volessi rifare la grafica del tuo sito, sapresti spiegare i tuoi obiettivi ad un web designer? Sapresti spiegargli quale messaggio creare, quale promessa di valore, a chi comunicarli e quali immagini stimolare nella loro mente? Con una chiara strategia la risposta sarebbe sì! Con Internet il tuo Brand non è più solo sotto il tuo controllo, ma è ridefinito in continuazione dal tuo pubblico, dai tuoi clienti. Occorre partecipare attivamente a questo processo. Altrimenti qualcun altro lo farà al posto nostro”.
Il metodo ideato da Luigi è pratico e veloce. Ho preso in prestito metodi e nozioni del business design e visual thinking per creare un approccio completamente nuovo e per giunta disponibile online da scaricare gratuitamente. Il Canvas offre infatti una rappresentazione visuale, una mappa esaustiva: le immagini aiutano a trasformare presupposti dati per scontati in informazioni esplicite che, a loro volta, aiutano a pensare, comunicare e condividere con più efficacia. Descrive, insomma, la logica con cui una persona identifica la sua promessa di valore unica, la fa conoscere alla giusta “audience” e nel frattempo ottiene risultati quali visibilità, credibilità, rispetto, notorietà”.
Per non subire la competizione, anzi per scavalcarla. Detto questo, adesso prova a digitare il tuo nome su Google, se il risultato non ti soddisfa, apri l’ufficio marketing di te stesso e buttati nel mercato dell’iperdemocrazia internettiana. Dove ognuno può meritocraticamente acquistare valore. Benvenuto anche a te nell’era della “like economy“.

Assia La Rosa
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