Dislessia, nasce a Catania metodo hi tech ispirato a Einstein

Talenti siciliani sul podio dell’innovazione tecnologica. Nella lista dei migliori cervelli universitari di ben cinque continenti figurano i nomi di tre catanesi di 24 anni: Daniele Cristaudo, Chiara Aliffi e Valentina Urso. Con il loro team “Human help” (costituito anche da Roberto Tacconelli di Pisa) hanno conquistato il titolo italiano di “Imagine Cup 2014” (categoria World citizenship), la piu importante competizione hi tech lanciata da Microsoft. Ed ora sono pronti a sfidare l’Europa, per conquistare il biglietto per Seattle –  proprio a «casa» della compagnia fondata da Bill Gates – dove a fine luglio si svolgerà la finale mondiale, avvicinandosi sempre più ai 50mila dollari in palio e alle opportunità di formazione messe in campo dal colosso mondiale dell’informatica.
Alla voce “idee brillanti per problematiche di natura sociale”,  risponde il progetto “Einstein Method“, che ha superato le preselezioni sbaragliando un’agguerrita concorrenza di 30 team e oltre 150 ragazzi provenienti dai principali Atenei Italiani. Tutto nasce da un’intuizione di Daniele, dopo l’esperienza di tirocinio al Cinap, il centro universitario per l’integrazione attiva e partecipata che aiuta giovani con disabilità nello studio universitario. “Ho assistito per diversi mesi un ragazzo dislessico – racconta il neolaureato in Chimica – che mi ha fortemente impressionato per le sue capacità e potenzialità. Alla fine di questa esperienza ho dunque pensato, in collaborazione con altri tre studenti con cui avevo condiviso il progetto “Windows Ambassador” (nativi digitali che esportano valori, conoscenza e prodotti tecnologici attraverso laboratori e incontri di gruppo), di realizzare un’applicazione per aiutare nello studio e nell’apprendimento questa categoria di persone”. Detto fatto.
22Prendendo ispirazione dal genio dislessico Albert Einstein, nasce l’App che si propone di supportare l’apprendimento di chi è affetto da dislessia, attraverso giochi, mappe concettuali e strumenti di calcolo e lettura semplificati che sfruttano comandi vocali e font specifici. “Einstein da ragazzo ha avuto problemi di dislessia – sottolinea Cristaudo – ma questo non gli ha impedito di diventare il grande scienziato che tutti conoscono. La dislessia è un problema alquanto diffuso a livello mondiale, ne soffre circa l’8% della popolazione, ma grazie alla tecnologia è possibile contribuire ad affrontare al meglio il problema”. Target: 50 milioni di persone soltanto in Europa e Stati Uniti. Un prodotto, questo, che potrebbe aprire nuovi importanti varchi nel mercato a sostegno dei DSA.
Proprio nei giorni scorsi, in via di Sangiuliano (nella sede del Cinap), alla presenza del presidente Salvatore Massimo Oliveri, i giovani cervelli testeranno l’applicazione e illustreranno la metodologia utilizzata agli psicologi che seguono gli studenti dislessici. “A prescindere dall’esito del concorso, che ci vedrà impegnati nella fase intermedia di selezione paneuropea – continua Daniele – entro la fine dell’estate saremo pronti per lanciare questo servizio, grazie anche al supporto di Marco Rinaldi che ci ha seguito in qualità di mentore”.
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L’intento è quello di distribuirlo gratuitamente e di offrire un supporto a chi soffre di questo disturbo. E nell’attesa di poter avere un faccia a faccia con Bill Gates – un privilegio per chi approderà alla finalissima dell’Image Cup – per Daniele, Chiara e Valentina, così come per tutti gli startupper digitali, le parole del guru dell’Ict sono ormai una filosofia di vita:  «Dream big and work hard». Del resto era anche lui uno studente quando, assieme a Paul Allen, diede vita alla compagnia che tanto successo avrebbe avuto negli anni.
Assia La Rosa
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