“My Tube”, la pipì si fa in piedi: parità dentro il wc

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My Tube il nuovo dispositivo per sole donne che consente di fare pipì in piedi
My Tube il nuovo dispositivo per sole donne che consente di fare pipì in piedi

Gentil sesso all’appello: infrangendo ogni tabù da oggi è possibile fare pipì in posizione verticale. E senza fare acrobazie.
Raggomitolarsi in equilibrio alla ricerca di una posizione funzionale; pulire alla meno peggio la tavolozza (sempre che ci sia) e foderarla di carta igienica; ispezionare il pavimento e bilanciare il corpo per evitare di sguazzare in profluvi non meglio identificati e schizzi rimbalzanti: tutto questo sarà solo un lontano ricordo. L’idea è rivoluzionaria e arriva dalla mente di una giovane ricercatrice catanese: Marialaura Ontario, chimica e biologa, chief scientific officer dell’azienda di famiglia, responsabile di una società che si occupa di medicina del lavoro, 30 anni e all’attivo due progetti di ricerca finanziati dalla comunità europea (“Siasops”, nato per la creazione di una rete regionale di biobanche e “Progenie” che si occupa di diagnostica molecolare in oncologia e analisi prenatale).
La sua ultima sperimentazione si chiama “My tube”ed è un vero e proprio antidoto salva-igiene, contro ogni etichetta legata al perbenismo imperante. “L’idea di progettare questo dispositivo – spiega Marialaura – è nata un paio d’anni fa: spesso mi capitava di andare nei bagni pubblici e di non poterli utilizzare. Purtroppo infatti la maggior parte delle toilette che hanno libero accesso sono impraticabili. Cosi io e mio fratello Stefano abbiamo costruito quasi per gioco dei prototipi di plastica usa e getta. L’anno scorso sono partita per l’Africa e ho pensato: my tube mi servirà!”.

Detto fatto. E siccome da una piccola idea può nascere un grande progetto, ecco che al suo ritorno dal continente nero Marialaura decide di cimentarsi nello studio di un nuovo prodotto rivolto all’universo femminile. Un oggetto di design, ergonomico e inclinato al punto giusto: “Il mio professore di Fisica chimica, Antonio Raudino, mi ha messo in contatto contatto con due dottori del Cnr, Andrea Scamporrino (chimico dei materiali) e Domenico Carbone (ingegnere) con i quali abbiamo effettuato i dovuti studi per realizzare il prodotto e brevettarlo”.
Marialaura Ontario, ricercatrice, biologa e chimica
Marialaura Ontario, ricercatrice, biologa e chimica

Dentro i laboratori etnei nasce così il prototipo che, supportato dal piano marketing, vedrà presto – sottolinea la giovane – il lancio sul mercato. Praticità, igiene e libertà: il focus è incentrato sulla salute, la prevenzione e il benessere dalle tinte “rosa” (oltreché sui risvolti sociologici che ognuno di noi può facilmente trarre), in considerazione che il problema della minzione è spesso legato a infiammazioni vaginali e aggressioni batteriche che gironzolano indisturbate dentro i wc popolati dai più. “È un prodotto monouso e subito pronto all’utilizzo – continua Ontario – che consente di non denudarsi: basti pensare alle difficoltà di movimento di una donna gravida, con un handicap o alle mamme con figlie al seguito. In tutti questi casi poter utilizzare il prodotto con una sola mano, in assoluta tranquillità ed igiene, può evitare di dovere affrontare situazioni spiacevoli e imbarazzanti”. Pensato per essere contenuto in una pochette da portare in borsa o in tasca, dispensato in appositi distributori automatici nei bar, autogrill, disco e via dicendo, questo “prolungamento artificiale” di forma tubolare consentirà di canalizzare la pipì, proprio come concesso da Madre Natura a chi indossa i pantaloni. Per non parlare dell’aspetto eco: il rispetto dell’ambiente risiede infatti nel minor impiego di agenti inquinanti per la pulizia dei bagni e taglio del consumo d’acqua: basti pensare che la Shaanxi Normal University (Xian, in Cina, dove l’ossessione per l’igiene è risaputa) ha calcolato che se ogni studentessa facesse la pipì in piedi si risparmierebbero ogni giorno 160 tonnellate d’acqua. “Per la realizzazione della forma – conclude Marialaura – verrà utilizzato un materiale a memoria elastica, in maniera tale che dopo aver rimosso l’involucro di impaccamento, il dispositivo sarà in grado di passare in maniera rapida da una configurazione ripiegata alla conformazione originale, idonea ad un rapido utilizzo”.
Quando intimità fa rima con libertà: basta far convogliare le “esigenze”. Tazza al centro.

Assia La Rosa
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