Microtecnologie e nuove frontiere, lo scienziato dell’anno è catanese

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Gianluigi De Geronimo

“Inventore dell’anno 2013”: è questa la medaglia che l’ingegnere catanese Gianluigi De Geronimo ha appeso al petto quest’anno. A decretarlo è stato il Battelle Memorial Institute, fondazione nata a Columbus (Ohio) con l’obiettivo d’implementare tecnologie innovative al servizio dello sviluppo compatibile, divenuta una delle principali organizzazioni al mondo per il sostegno alla ricerca. Questo cervello di casa nostra è infatti considerato oltreoceano uno dei più autorevoli scienziati operanti nel campo dell’elettronica digitale.
A Brookhaven – dove vive attualmente con la moglie Marcella, manager al Krasnoff Quality Management Institute e i figli Federico di 13 anni, Francesca di 12 e Giovanni di 9 – Gianluigi progetta circuiti integrati (Application specific integrated Circuits, Asic) per la ricerca scientifica, la sicurezza nazionale e la diagnostica medica.
La sua storia comincia parecchi anni fa, al Politecnico di Milano, dove una laurea e un dottorato di ricerca gli valgono un biglietto per Long Island (New York) presso il laboratorio nazionale di Brookhaven (Bnl), dove il prof. Emilio Gatti – esperto di rivelatori di radiazione – aveva già consegnato il suo curriculum. Siamo nel 1997 e da lì in poi sarà un crescendo di sperimentazione, progettazione e innovazione. Una passione ereditata dal nonno Giuseppe Nicotra, che aveva fatto dell’ingegneria la sua ragione di vita, e dallo zio Luigi, medico con il pallino per la meccanica e l’elettronica.
ImageOggi, che è a capo di un gruppo di sviluppatori tra i più rinomati d’America, questo talento siciliano nel suo diario professionale ha già scritto importanti pagine hi tech, come quella che racconta lo sviluppo di circuiti utilizzati da Gamma Proxyscan, che riesce a identificare il cancro alla prostata fin dagli stadi iniziali; o quell’altra che ha visto nel rivelatore X ad alta risoluzione “Maia”,  l’evoluzione per la mappatura degli elementi nei materiali, utilizzato perfino per verificare l’autenticità del quadro “Old Main with a Beard” a firma di Rembrandt. Ha già all’attivo tredici brevetti e i suoi circuiti verrano presto utilizzati in un upgrade del rivelatore di particelle Atlas presso il Large Hadron Collider, al Cern di Ginevra. “Il nostro lavoro nel campo della microelettronica – sottolinea De Geronimo, che da diversi anni insegna “Progettazione avanzata di circuiti analogici a basso rumore e bassa dissipazione di potenza” presso il dipartimento di Elettronica e Computer dell’Università di Stony Brook – ci aiuta a scorgere ciò che altrimenti sarebbe invisibile all’occhio umano, con un impatto di particolare rilevanza sulla qualità delle nostre vite. Sono onorato di avere ricevuto un premio così prestigioso: sono fortemente convinto che questi risultati siano stati possibili non solo per il mio duro lavoro, ma anche per l’ambiente che mi circonda e che include i miei colleghi di Brookhaven e la mia famiglia”.
Motivando la scelta effettuata per l’assegnazione del prestigioso riconoscimento, la giuria di esperti della fondazione Battelle ha evidenziato come De Geronimo si sia distinto nel suo campo per aver sviluppato Asic contenenti oltre un milione di transistor in un’area di Silicio di pochissimi millimetri quadrati “apportando un cambiamento rivoluzionario nel campo dei rivelatori di radiazione e offrendo un contributo significativo nel settore scientifico ed ingegneristico con ricadute socio-economiche rilevanti”. “L’esigenza sempre più avvertita – spiega Gianluigi – è quella di integrare tutte le funzionalità richieste in un’area molto piccola, per ottenere una bassa dissipazione di potenza e contenerla entro valori minimi. Ogni canale elettronico utilizzato, infatti, genera calore che crea problemi al processo di rivelazione di radiazioni: il nostro compito è anche quello di individuare e filtrare i segnali indesiderati”.
Tra gli ambiziosi progetti di De Geronimo e del suo team, c’è anche quello che li vede ogni giorno in laboratorio per sviluppare nuove strumentazioni capaci di individuare pericolose sorgenti di radiazione e un nuovo Asic per il Long Baseline Neutrino Experiment, un esperimento che potrebbe presto contribuire a determinare come si è evoluto l’universo dopo il Big Bang e perché vi sia più antimateria che materia: “Lo sviluppo di un nuovo circuito integrato per un esperimento o un’altra applicazione – continua il siciliano emigrato negli Usa – richiede mediamente da due a tre anni. Si tratta infatti di processi altamente specializzati che prevedono più fasi, l’ideazione, la fabbricazione – effettuata presso industrie commerciali – e la caratterizzazione, con possibili cicli di revisione. È un lavoro difficile ed appassionante: possiamo e riusciamo ad integrare centinaia di migliaia di transistor in un’area di pochi millimetri, cercando costantemente di migliorarne le prestazioni. Inoltre collaboriamo con ricercatori e scienziati di tutto il mondo, sviluppando insieme gli strumenti di cui necessitano per essere sempre più competitivi”.
Professionisti a lavoro per migliorare il mondo: anche un pezzo di Sicilia contribuisce così a quella rivoluzione globale che preme sull’acceleratore per farci progredire .

Assia La Rosa

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Maria Teresa Ventura ha detto:

    Se potessi fare arrivare un abbraccio al mio compagno di banco del liceo sarei molto felice. Ha fatto tanta strada e mi fa piacere sapere che ho condiviso qualcosa con un gran scienziato. Un brindisi per il suo successo e “ad multos annos”

    1. Gianluigi ha detto:

      Carissima Maria Teresa,
      Sarei felicissimo di avere notizie tue e dei nostri compagni di scuola e di gioventu’.
      Vi penso spesso e vi abbraccio forte.
      Gianluigi

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