Space clearing, la consulente dell’ordine

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ImmagineÈ approdata anche a Catania l’arte di liberare lo spazio, disciplina figlia del Feng Shui, che sta richiamando la curiosità di professionisti e cittadini animati dalla voglia di vivere in ambienti puliti e ordinati per ricavarne positività e far fluire energia. Si chiama “space clearing“, occidentalizzata a Londra da Karen Kingston una decina d’anni fa, esportata poi anche negli Stati Uniti e diventata un vero e proprio tormentone sulla scia di programmi televisivi di successo, questa tendenza è diventata oggi appannaggio di veri e propri team di architetti e psicologi che si muovono sotto l’ombra del Vulcano.
A importarla nella nostra città, anche una psicoterapeuta di 46 anni, laureatasi a Palermo, specializzatasi in yoga della risata, training autogeno e gestione dello stress, e oggi esperta nell’interazione corpo-mente: Letizia Ferrante che, insieme a Rosalba Barrile – architetta sempre in prima linea quando si parla di sperimentazione e rigenerazione degli spazi che ci circondano – ha creato una vera e propria community di seguaci dell’essenziale, del minimalismo, del controllo.
“Alcuni studi compiuti negli Stati Uniti affermano che utilizziamo meno del 20% di quello che compriamo e possediamo – spiega Ferrante – lo space clearing è un percorso che ci rende maggiormente consapevoli del nostro rapporto con le cose, ci supporta nel selezionare ciò che è superfluo, aiutando a fare ordine sia fisicamente che mentalmente”. I primi seminari etnei hanno richiamato l’attenzione di un target variegato, pronto a disfarsi del cosiddetto clutter, ovvero del ciarpame accumulato nel tempo, delle care e vecchie cose di sempre che non abbiamo mai il coraggio di eliminare. Una disciplina che sta formando veri e propri consulenti pronti a sfogliare la guida pratica del benessere, in antitesi con la confusione, il caos, la disorganizzazione che alimentano la nostra quotidianità. La scrittrice Mary Lambert, nel suo libro “Ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa“, sostiene che “semplificando la casa e liberandola da ciò che non serve più, si ricava uno spazio stimolante ed avvolgente che permetterà alle novità di entrare nella vita delle persone”. Il testo propone una mappatura delle principali zone a rischio, stilando elenchi di controllo e suggerimenti per interrompere il circolo vizioso del disordine: consigli che sono diventati suggerimenti per la progettazione di arredi e mobilio da parte dei designer più all’avanguardia, contaminando corsi di pulizia e giardinaggio.
“Dopo aver svuotato armadi e cassetti, rassettato mensole ormai piegate dal peso di oggetti e cianfrusaglie, cestinato vecchie riviste, trasferito in cantina le scatole di imballaggio da utilizzare in eventuali traslochi ed eliminato piccoli elettrodomestici rotti – continua Ferrante – si passa al momento di pulizia simbolica dello spazio, secondo gli antichi rituali del Feng Shui. E così, senza ovviamente scadere negli eccessi, la casa si illumina, gli oggetti ritrovano un posto e un valore, l’energia responsabile del nostro benessere torna a scorrere libera da qualsiasi ostacolo”.
Azioni dalla valenza liberatoria, che “nascondono insicurezza e spesso anche l’incapacità di dover fare delle rinunce, assumendosi dei rischi”. La casa, dunque, non solo come metafora della nostra vita ma come una sua parte integrante, così come il computer, l’ufficio e tutto ciò che ci circonda, che può essere ripulito dall’accumularsi di oggetti inutili, di ricordi del passato, di vecchie e ormai inutilizzate chincaglierie . Ogni cosa al suo posto, quindi, arrivano gli esperti dell’ordine esteriore e della pulizia interiore. Per alleggerirci e semplificarci la vita: un altro piccolo tassello del più grande mosaico della modernità.
Assia La Rosa

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. carlaprevitera ha detto:

    Carino! E se lo usassimo per le news di Casainforma ? 🙂

    Inviato da iPad

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