“Mamme di giorno”: professione tagesmutter

ImmagineSi scrive tagesmutter, si legge “mamme di giorno”: sono tutte quelle donne che hanno deciso di trasformare la vocazione materna in una vera e propria professione, aprendo le porte della propria casa al servizio di assistenza ed educazione domiciliare per bambini. Un modello tedesco (nato cinquanta anni fa), che inizia a prender piede anche in Sicilia, con non pochi vantaggi per tutte quelle famiglie che cercano servizi low cost, ma anche, e soprattutto, un’alternativa valida al babysitteraggio e al nido nella sua forma più strutturata e articolata.
Un’idea che un paio d’anni fa, Lucia Damino, 33 anni, presidente dell’Associazione no-profit Babycasa, mamma di Chiara (8 anni), Andrea (3 anni) e Marco (3 mesi), ha coltivato e sviluppato quasi per gioco tra le sue mura domestiche. Oggi che “sostiene” oltre 40 famiglie; oggi che ha ampliato la zona giorno della sua casa di Mascalucia per rispondere alle sempre più numerose richieste; oggi che viene supportata da tantissime tate meticolose e premurose; sì che può dire di essere riuscita nell’intento di aver importato un progetto culturale e sociale altamente innovativo.
Immagine“Ho fondato insieme ad altre mamme quest’associazione perchè sono sempre stata molto attratta dal magico mondo dei bambini – spiega Lucia – dopo la prima gravidanza, al di là della grande gioia, sono però cominciate le prime difficoltà nel trovare una soluzione visto che dovevo rientrare a lavoro. Ho pensato subito ad un asilo perchè lo vedevo più idoneo della baby sitter, ma purtroppo mia figlia oggi, non essendo stata adeguatamente stimolata, ha un ritardo del linguaggio fortunatamente curabile. A 29 anni la mia vita è cambiata radicalmente con la nascita del mio secondo figlio, Andrea: avevo bisogno di trovare una soluzione diversa, economica e più vicina alle mie esigenze”.
Nasce così, con una ricerca su internet e l’aiuto di due cugine-mamme (di cui una educatrice per l’infanzia), la voglia di tentare la nuova strada del nido casalingo, “un luogo sicuro e tranquillo dove mamme giovani si occupano di trovare soluzioni alle famiglie in difficoltà a prezzi davvero modici: giusto un minimo recupero spese per essere aiutati, aiutando. Ho incontrato tanta diffidenza inizialmente ma i risultati mi hanno dato ragione”. Tata Lu è il suo soprannome, e dentro la sua casa, dal 2011 – ogni giorno si sfornano torte e pasti caldi, si inventano giochi, si stilano progetti formativi personalizzati, si effettua doposcuola e si organizzano feste. Un luogo sicuro come un nido ma con il calore e l’amore di una famiglia, dove con un piccolo numero di bimbi – con rapporto di una tata a cinque – potrà condividere didattica, manipolazione, sperimentazione ma soprattutto giochi e spensieratezza e l’aiuto necessario per svolgere i compiti. Il nido di famiglia consente un’impostazione del lavoro soggettiva e adattabile alle più svariate esigenze dei genitori: può aprire particolarmente presto o chiudere più tardi dei nidi statali e privati,  è perciò più flessibile negli orari. Non ci sono banchi, si mangia tutti insieme in cucina, si gioca in salone e si dorme in cameretta. Inoltre in alcuni casi gli spazi della casa – che deve avere i giusti requisiti: luminosità, accoglienza, sicurezza – possono essere condivisi con i genitori, consentendo loro di passare del tempo con i propri figli prima di lasciarli per affrontare i propri impegni lavorativi. “La presenza di pochi bambini – continua tata Lu – assicura la soddisfazione delle richieste di ogni famiglia, la partecipazione alle attività e alla vita quotidiana in modo attivo e controllato. I bambini si conoscono bene e passano molto tempo a stretto contatto, diventando grandi amici. Al loro fianco hanno una mamma disposta all’ascolto, che accudisce tanti bambini tutti insieme e di diverse fasce d’età”. Il nido di prossimità della mamma-educatrice, che ha costituito Babycasa con due socie –  Tata Manu (Emanuela D’Urso) e Tata Cetty (Concetta Di Luca) – oggi conta ben otto associate: per usufruire della sua casa il costo in media è di circa 1 euro l’ora, “ma pensiamo a tutto noi: cibo, colori, giochi e tanto affetto. Facciamo esattamente quello che facevano un tempo le nonne: sostituiamo i genitori nel senso più letterale del termine”. Perché mai come in questo caso fare la mamma può essere considerato un lavoro. Faticoso, stancante ma estremamente gratificante.
Assia La Rosa

ImmagineCOME APRIRE UN NIDO A CASA
Per aprire un nido famiglia occorre seguire un iter burocratico abbastanza semplice: si dà comunicazione di avvio dell’attività all’ufficio che si dedica ai servizi sociali (e alla pubblica istruzione nel caso in cui il nido si presenti come scuola materna) del comune o del municipio di riferimento e aprire una posizione assicurativa.
Per quanto riguarda le disposizioni legislative, i nidi famiglia si rifanno alla legge 285 del 1997 che, all’articolo 5 si pronuncia in merito a Innovazione e sperimentazione di servizi socio-educativi per la prima infanzia: in mancanza di regolamenti attuativi della legge però, la professione è perlopiù auto-regolamentata attraverso un codice di autocontrollo di cui si sono dotate le diverse associazioni che implementano vari servizi di Tagesmutter (un codice che prevede norme alimentari, igieniche, regolamenti sanitari e linee guida per la gestione pratica). La disciplina prevede, al fianco delle indispensabili norme d’igiene, anche un numero di bambini non superiore ad 1 ogni 10 metri quadrati di spazio abitativo (in una casa di 50 mq quindi, è consigliabile non ospitare più di 5 bambini). Per diventare Tagesmutter non è necessario possedere alcun titolo di studio (bisogna seguire un corso di formazione di circa 250 ore), ma questa regola è valida solo nel caso in cui si intenda offrire un servizio rivolto a bimbi da 0 a 3 anni. Nel caso in cui, invece, il target di riferimento sia la fascia d’età dai 3 anni in su, è necessario un titolo sociopedagogico come educatrice o operatrice d’infanzia.

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