Impresa, ricominciare dalla campagna

ImmagineQuando nasci nel cuore della Sicilia, lì tra i campi che si colorano di sole e le valli che si stagliano tra il verde della natura e il giallo dei cereali, puoi fare girotondi intorno al mondo ma la tua storia rimane lì. Appesa al sogno di un passato leggendario, agganciata alle tradizioni familiari, arroccata, come le case di Agira, alla tua terra.
Questa è la storia di tre giovani fratelli, Giovanni (agronomo), Filippo (con esperienza nel campo della formazione) e Teresa (impegnata nell’attività di ricerca all’Università di Catania), che nonostante nella vita abbiano preso strade differenti – che conducono tutte verso l’asfalto delle metropoli – un paio di mesi fa hanno deciso di fare inversione e seguire la rotta tracciata da un nonno, notaio sì, ma cresciuto a pane e formaggio (rigorosamente fatto in casa). Trasformando una passione in avventura imprenditoriale. Ritrovando il gusto della campagna e dei sapori autentici che solo un’azienda di famiglia sa regalare. E così è nato il caseificio dei fratelli Graziano, tra passato e futuro, tra ricette locali e opportunità offerte da dinamiche commerciali “globali”.
“L’azienda, che si trova alle pendici di Agira – spiega Giovanni, già presidente regionale dei giovani imprenditori agricoli – è nata ai primi del Novecento, ma ha sempre rappresentato un’attività collaterale che ha mantenuto nel tempo una lavorazione genuina, con la mungitura manuale degli animali da pascolo allevati da sempre all’interno della nostra tenuta da esperti mezzadri. Così un giorno, durante una riunione di famiglia, guardando al nostro presente, purtroppo precario e non privo di difficoltà, ci siamo guardati prima attorno e poi negli occhi, convinti di poter trasformare ciò che già avevamo in una attività all’avanguardia”.
Ricotta, pepato, primo sale, tume e provole: chi dei trentenni conosce i segreti della produzione di una volta? Chi ha il coraggio di recuperare la tradizione per trasformarla in innovazione? Detto fatto. Giovanni, Filippo e Teresa hanno ripreso in mano i vecchi ricettari del nonno e, coadiuvati da papà Giuseppe – seppur con ruoli differenti – hanno messo mano al caseificio storico di proprietà, rinnovandolo con macchinari di ultima generazione. “I nostri prodotti – continua Filippo – sono senza conservanti e vengono realizzati con il latte crudo, proveniente dall’allevamento di pecore e mucche allo stato brado con foraggi rigorosamente biologici: un ritorno alla qualità in un’epoca caratterizzata da una sfiducia nel settore agroalimentare che, di contro, richiede sempre più attenzione”.
Tra mandorli e olivi, tra fiori di ginestra e alberi di eucalipto, tre giovani professionisti hanno così ritrovato e rilanciato il gusto tipicamente siciliano, attraverso un’etichetta che racconta antichi rituali e suggestivi profumi. Il sogno? “Quello di esportare – conclude Teresa, che si occupa della comunicazione aziendale – e far conoscere i nostri prodotti in tutto il mondo. Abbiamo già un contatto in Australia, magari chissà, le “forme” siciliane potrebbero avere successo… “.
Assia La Rosa

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