Dai garage ai live: professione rapper

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Mirko Miro, rapper catanese

Affrontare il mondo a colpi di rime rap; farsi dondolare dalla vita di strada; condire la musica con parole taglienti e punzecchiare quel perbenismo imperante di cui é inzuppato  il mondo. Questo e molto altro s’infiltra nei meandri dell’underground, dove girovagano migliaia di artisti, che prendono le distanze dalle masse, pur trovando una moltitudine di adepti. Una community di «ragazzacci», con le loro vite tradotte in storia della realtà, che rappresentano la nuova linfa del mercato discografico. Dietro una di queste facce da duro, dietro quei gesti molleggianti e quei vestiti larghi, c’é anche un catanese: Mirko Famoso, conosciuto come Mirko Miro, classe 1982, figlio d’arte – suo padre attore teatrale, suo nonno musicista jazz – rapper di professione. Fuori dal commerciale, ma dentro un universo di significati racchiusi dentro i garage dove la subcultura dell’hip pop é cresciuta nel tempo.
Un successo che oggi, alimentato da Internet – grazie ai forum, a Facebook e ai blog – ha proporzioni ben diverse rispetto al passato: “Tutto é cominciato negli anni Novanta – racconta Mirko – quando sotto il Vulcano questo genere culturale era sconosciuto ai più. Avevo 12 anni, andai a una festa, cominciai ad avere il primo approccio con il movimento Hip-Hop catanese, rimanevo incuriosito a guardare quei ragazzi che facevano break dance su linoleum. Da lì – fra i vinili di Inesha – è nato l’amore per il rap , che col tempo si é trasformato in passione viscerale, fino a trovare sfogo nel mondo del lavoro. Quindici anni fa a Catania, e in tutto il Sud Italia, non eravamo visti di buon grado: ci esibivamo nei centri sociali, in piazza Europa, per strada, fuori dai circuiti della movida. Oggi invece questa città é diventata una delle prime piazze per fermento culturale, apertura verso nuovi orizzonti”. Nel 1998 edita il primo demo dal titolo “Attori con l’immagine”,  nel 2000 prende vita la formazione 95Sbiricuda con Sleemusiq e Dj Tommy Boy. Nel 2001 la scelta di raggiungere Roma per avviare felici collaborazioni artistiche fra demo, compile e mixtape. Nel 2005 viene editato il secondo demo solista dal titolo “Tutto va via” e un anno dopo la collaborazione con Clementino nel tour “erezione vulcanica”. Dalle feste con i compagni di crew ai live nei disco pub del centro, dalle serate in Calabria a quelle romane, passando per il palco del Festival Hip Hop Kemp 2008, quando insieme a Dj Maybez supportava Vaitea, chiamata a rappresentare l’Italia nell’Unity B-Girl Stage. Nel corso degli anni Mirko Miro si è fatto conoscere per le numerose partecipazioni nelle battle di Freestyle o in altri vari contest: le sue parole rimbombano nelle casse dei giovani, collezionando fan in giro per l’Italia con un rap pulito e forte.
“Il rap – continua l’artista – rappresenta senza mezzi termini un modo di esprimersi, per portare avanti le proprie idee, i propri pensieri. Si tratta di un mondo parallelo, che galleggia a fianco della società senza mai toccarla”. Qui non esistono maestri, né corsi: “l’hip pop o ce l’hai nel sangue o non ce l’hai”, esclama Mirko che – tra alti e bassi, tra la voglia di gridare al mondo la propria voce e la paura di non trovare nessuno pronto ad aprire le orecchie per ascoltarlo – nel 2008 esce allo scoperto con il suo lavoro solista: “Musica & Suoni” con l’etichetta indipendente Audioplate Records; album dai ritmi caldi e solari come la sua terra, che decreta definitivamente il suo successo. Ed é proprio dentro il Triangolo della Sicilia che negli ultimi tempi, é nata una nuova realtà con la passione viscerale per la musica black – di cui Mirko fa parte – che vuole portare avanti progetti, nuove idee: Soul Searching Prod, che racchiude un collettivo di persone che amano l’hip hop nella sua essenza più vera, che mirano a innovare rimanendo legati alle radici di questa musica, all’anima che fin dai primi del novecento è stata il filo conduttore di questo stile. Da qui l’idea, quindi, di creare anche una realtà virtuale dove condividere con altri le proprie passioni e i propri lavori attraverso un portale web.
“Ho sudato e continuo a farlo per trascinare quel bagaglio cultural-musicale che negli anni si é riempito di sogni e di speranze – sottolinea Mirko – oggi che metto play, chiudo gli occhi e vivo fra le parole e le note di tutti i miei pezzi, finalmente posso dire di aver realizzato un sogno (oltre 35 tappe in pochi mesi con il suo ultimo lavoro), grazie soprattutto alla mia famiglia, che mi ha sempre seguito in questo percorso, senza mai ostacolarmi”. La sua vita come un tour, dove rifugiarsi, dove raccontarsi. Dove emozionarsi.

Assia La Rosa

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