“Mamma io da grande voglio fare il marinaio”

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George Zaharia, dalla Romania a Catania con una laurea in ingegneria

Storie di ordinaria professione. Quelle che raccontano di migranti in cerca di lavoro, in cerca di un futuro migliore per sé e per i propri figli. Storie di chi scappa da un comunismo che ha seminato vittime sotto gli occhi distratti della comunità internazionale. Storie di catanesi adottati e felici. Dalla Romania alla Sicilia, per Violetta e suo marito è iniziato tutto quattordici anni fa, quando l’aria che si annusava nel loro Paese non lasciava ossigeno; quando uno Stato invasivo si intrufolava nelle vite per deciderne il destino. Per lei una laurea in Matematica non poteva certo bastare per tirare su due figli, così con suo marito – falegname, anche lui con un diploma e una specializzazione – ha lasciato Costanza per approdare nella nostra terra. “Nella mia città facevo l’insegnate e guadagnavo 200 euro al mese – racconta – qui faccio la domestica e insieme a mio marito sono riuscita ad aprire un mutuo e a comprare anche una casetta”. Una storia semplice, comune a molte altre, se non fosse che nella sponda occidentale del Mar Nero ha lasciato i suoi due figli per consentir loro di studiare e iscriversi all’università. E il vero protagonista di questa “pagina lavoro” è proprio George, 24 anni, che da due settimane è arrivato sotto il Vulcano fresco fresco di laurea. Vediamo il suo annuncio in una bacheca online: “Io da grande voglio fare il marinaio… Ho fato l’universita di marina profilo inginiere electriciano e cerco lavoro anche tragheti”: a far compagnia alle parole sgrammaticate messe lì per buttarsi sul mercato, la foto del giorno più importante della sua vita: toga, cappello, un sorriso a trentadue denti e un certificato da ingegnere navale. Incuriositi chiamiamo  e risponde la madre – “Ancora George non parla bene italiano” – è lei che ci spiega quanto è importante che oggi il percorso di studi effettuati in Romania venga riconosciuto anche in Italia, cosa che non avveniva in passato: “Per me non é stato così”,  esclama pur senza troppi rimpianti. Oggi che accanto ai mostri arrugginiti dell'”uomo di ferro”, sono ben visibili i segni dell’occidente, le immagini della modernità e le illusioni del consumismo, il suo “piccolo” ha comunque deciso di ricongiungersi alla famiglia, così come ha fatto anche la sorella (ormai sposata con un catanese, di professione mamma). “Il suo sogno – spiega ancora Violetta – é quello di diventare ufficiale di marina, ma intanto vuole iniziare a fare esperienza, a lavorare sul campo, partendo dal basso”. Parola d’ordine: umiltà. Quella che spesso manca invece a chi non si vuole mettere in gioco, a chi si lamenta di un lavoro che non c’è, senza però accontentarsi di fare piccoli passi verso un traguardo lontano. Seconda parola d’ordine: onestà. “Noi – continua la signora romena, che è impiegata ormai da anni sempre dallo stesso datore di lavoro, così come il marito presso una ditta edile  – abbiamo conquistato la fiducia delle persone per cui lavoriamo con sacrifico e grande correttezza, siamo certi che anche George troverà presto lavoro per mantenersi, anche andando in un’altra città e provando a fare gavetta”. Forse come mozzo su una nave mercantile, forse come comandante di macchina, forse come skipper stagionale o come tecnico in una piattaforma di estrazione petrolifera. Perché come diceva lo scrittore marsigliese Jean Claud Izzo: “Davanti al mare la felicità è un’idea semplice”. E questo ragazzo, cresciuto in un Paese contraddittorio – impoverito dalla nuova industrializzazione che spesso sfrutta le condizioni di deregolamentazione del lavoro – dall’amore per il mare ha coltivato un’ambizione, tra le onde del cambiamento storico del suo Paese, lì tra le strade di uno dei porti principali della Romania per il turismo e il cargo. “Mamma da grande voglio fare il marinaio… “, e così ha cominciato a inviare il suo curriculum e a disseminare le sue referenze nel mare del web,  per abitare la distesa azzurra calma o in burrasca, dove l’unica certezza é quella di voler mettere radici nello Stivale. Per ritrovare i suoi cari e cercare il suo sogno.
Assia La Rosa

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. angelo ha detto:

    Ciao! Vorrei solo dire un grazie enorme per le informazioni che avete condiviso in questo blog! Di sicur diverr un vostro fa accanito!

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