L’ingegnere del mare che “connette” il mondo

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Tony Fiore si è affermato a livello internazionale nell’ambito delle attività offshore, specializzandosi nella consulenza per la posa dei cavi sottomarini

Cavalcare le onde di un mare, a volte impetuoso, per manovrare il timone della propria vita. No, non è solo una metafora poetica: è la filosofia di chi ha scelto di “navigare” una passione per trasformarla in professione. Lui si chiama Tony Fiore e trascorre il suo tempo tra la distesa blu di Santa Maria La Scala (il paese dove vive) e i mari e gli oceani di mezzo mondo, che per intere settimane lo vedono seguire la rotta dell’industria delle telecomunicazioni. Ingegnere elettronico, si è specializzato nell’ambito dell’off shore, per la progettazione, posa e protezione di fibre ottiche e cavi elettrici sottomarini: una nicchia nel mercato mondiale dove si contano poco più di una decina di società competitor.
Mentre lo intervistiamo si trova in Israele, dove a seguito della scoperta di un enorme giacimento a largo della costa, è stata avviata la costruzione di pozzi e condotte: l’ing. Fiore è stato ingaggiato per monitorare i lavori affinché i cavi già posizionati sul fondale non vengano danneggiati dalle nuove strutture e siano adeguatamente protetti.
Il nostro catanese, 44 anni, ha cominciato a occuparsi delle autostrade tecnologiche del mare nel 1996 “lavorando per Elettra, società del gruppo Telecom, come capomissione e referente della security (Cso) – spiega Fiore – un incarico, quello di capocantiere a bordo delle navi posacavi, di grande responsabilità, che per anni mi ha tenuto lontano dalla mia terra, con inevitabili ripercussioni nella gestione della mia vita personale”. Così, dopo oltre dieci anni di imbarchi e sbarchi a bordo della flotta tricolore (poi acquisita da France Telecom-Orange), ha deciso di ormeggiare sotto il Vulcano per abbandonare la vita da dipendente, trasformarsi in imprenditore e creare la sua società. “Nel 2008, insieme al geologo romano Stefano Merlo – continua Fiore – è nata H2offshore (gioco di parole tra la formula chimica dell’acqua e l’acronimo di help to off shore), realtà che offre soluzioni e servizi in mare aperto: dalla supervisione sui progetti di interconnessione elettrica tra Maiorca e la Penisola Iberica, a quelli di consulenza sulle principali dorsali che collegano l’Europa al Medio Oriente, siamo riusciti a inserirci con successo nel mercato internazionale, anche grazie al fatto che l’Italia, fiutando le grandi opportunità di crescita legate ai collegamenti globali e in particolar modo a quelli africani, è diventata il principale porto di scambio del traffico internet”. Un lavoro, quello di Tony Fiore, che richiede estrema precisione (i cavi devono essere collocati sul tracciato predefinito anche in situazioni meteorologiche avverse) e soprattutto un grande self-control: “Questa professione – spiega l’ingegnere – richiede sacrifici legati a una lunga permanenza in mare.
fioreIl periodo più lungo trascorso a bordo? Oltre due mesi. Il ricordo più vivo? La traversata dell’Atlantico, dal Portogallo alla Florida, con una nave oceanografica russa: abbiamo seguito una rotta non commerciale, a bassa velocità, per 45 giorni, con la missione di scandagliare il fondale e acquisire la batimetria per la posa del cavo. Dopo un mese di assoluta solitudine e distacco dal resto del mondo, durante un’operazione di manutenzione a motori spenti, abbiamo chiesto al comandante l’autorizzazione per un tuffo in alto mare: non dimenticherò mai quel bagno con i tecnici e l’equipaggio a una profondità di oltre 4500 metri a più di 1500 chilometri dalla costa.  Poi, arrivati a destinazione, con la scorta di cibo in esaurimento, non ci fecero sbarcare a causa di un disguido relativo al visto: altri tre giorni di ‘coperta’ forzata fino al fatidico ‘tocchiamo terra’. Insomma, quando ti fai trascinare dalle onde l’imprevedibilità diventa una costante”. Storie di chi riesce a trovare uno sbocco in mare; storie di chi è riuscito a galleggiare in questo oceano burrascoso; storie di chi, da Catania, ha creato un ponte per attraversare l’economia.
Assia La Rosa

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. aleandro ha detto:

    Mi fa tanto piacere , e mi fa fiero di essere italiano e siciliano il fatto che persone come qst grande ingegnere si diano da fare x mettersiin proprio padroni delle proprie idee…ottimismo e competenza…..anche io sono ssull’elettra come ufficiale alla navigazione…bravo bravo

  2. ALBERTO CONFORTI ha detto:

    complimenti ingegnere Fiore, quanti riparazioni e pose abbiamo svolto,e sempre un piacere lavorare con lei!

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