Ecco come ti “acconcio” le tendenze moda

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Presidente dell’Anam (Accademia Nazionale Acconciatori Misti) di Catania

Dimmi che capelli hai e ti dirò chi sei. Non c’è una pagina della storia del costume che non sia passata dalla “testa” delle donne, dalle chiome femminili che hanno fatto la fortuna di lontane principesse così come di star holliwoodiane. Perché anche la maestria nel saper destreggiare pettini e forbici è considerata un’arte. Lo sa bene Salvo Ruffino, 61 anni e 50 dedicati alla bellezza con la maiuscola. Cresciuto a pane e shampoo, Salvo, a Leonforte,  inizia piccolissimo a frequentare il barbiere del paese. Il giovane di bottega ha così iniziato a prendere familiarità con gli attrezzi del mestiere, ma soprattutto a cogliere – strada facendo – l’evoluzione della professione: da artigiano dei capelli, da tecnico della spazzola ad artista dell’immagine, consulente di tendenze.
E se è vero che una delle prerogative che contraddistingue i “saloni”,  piccoli o grandi che siano, è l’ospitalità e la cordialità, Ruffino ne ha da vendere: con la sua passione, il sano attaccamento al lavoro, la stravaganza tipica dei coiffeur, ha fatto del dialogo e del rapporto empatico con l’universo in rosa il suo punto di forza. “La scelta d’intraprendere questo percorso – racconta Ruffino –  inizialmente non è stata voluta: un tempo, soprattutto nei piccoli centri, i genitori mandavano i ragazzi dal barbiere, dal sarto, dal mastro, per toglierli dalla strada. Così a otto anni mi trovai a scoprire il piccolo mondo delle sale da barba, che erano tutt’altra cosa rispetto a oggi, “si lavorava con il baratto: i garzoni venivano impiegati anche per ritirare il grano che i clienti omaggiavano per pagare il servizio e portarlo a casa del mastro”.
Poi pian piano questa professione ha iniziato a catturarlo: “Dopo poco tempo mi trasferii presso un altro barbiere, era il più rinomato, dove i clienti facevano anche il bagno e le docce in assenza dei comfort di casa”. A 11 anni il salto per posizionarsi sotto il Vulcano  e – barba dopo barba, lozione dopo lozione – per tuffarsi nel più affascinante regno delle signore, sempre alla ricerca di un’identità estetica, sempre col punto interrogativo quando si trovano davanti allo specchio. “A Catania iniziai a lavorare come fattorino in un noto istituto di bellezza che si trovava in Corso Sicilia – ricorda Salvo – la proprietaria era Liana Valtriani, una donna meravigliosa, un’instancabile lavoratrice, da cui ho imparato i segreti del mestiere”, non solo tecniche e look di grido, ma anche il modo innovativo di approcciare i clienti, con quel fare friendly che oggi caratterizza il rapporto tra consulente d’immagine e habitué. Perché nelle poltrone chaise longue con funzione massaggio, che hanno sostituito i più classici lavatesta, il parrucchiere diventa il confessore, l’uomo di fiducia che ti accompagna da giovane fino alla vecchiaia, dal taglio sbarazzino al colore per coprire i temuti capelli bianchi. Oggi che lui é Presidente dell’Anam (Accademia Nazionale Acconciatori Misti) di Catania – dove ha fatto carriera dal 1977 ai giorni nostri – oggi che partecipa ai campionati mondiali che riuniscono i più creativi esperti del settore, oggi che organizza eventi per lanciare trend e mostrare capigliature che sembrano sculture, ripensa a quel periodo come uno dei più belli della vita. A caratterizzare il nostro maestro acconciatore, padre di tre figli – due femmine e un maschio che ha seguito le sue orme – anche una grande capacità manageriale  e organizzativa: “All’interno dell’Accademia diciamo che ho ricoperto quasi tutti gli incarichi: responsabile tecnico per organizzare le manifestazioni a livello nazionale ed internazionale, dirigente nazionale, vicepresidente. Adesso sono anche responsabile nazionale dell’organizzazione economica: abbiamo 5000 iscritti e più di 60 scuole. Lo spirito dell’Associazione è di puro associazionismo, di volontariato e, quindi, ricalca più la professionalità che gli affari”. Tornando all’hairstylist e al suo rapporto con la bellezza, Salvo – che ci risponde proprio mentre ad Acitrezza si svolge un evento, organizzato col supporto del direttore artistico Giuseppe Gambino,  che ospita la campionessa del mondo di acconciature Daniela Sperotto, per parlare di tendenza uomo/donna 2013 – ci tiene a sottolineare “che oggi è l’uomo della strada a dettare legge. É da lì, e non solo dalle passerelle, che si catturano idee,  si monitorano le mode, si percepisce ciò che piace alla gente”. Sí vero, anche se la maggior parte della gente oggi ha un diavolo per capello.
Assia La Rosa

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